Etico – Sartoria Marchigiana

INNÈSTI

Innèsti

C’è uno spazio che si chiama Utero. Un altro che si chiama Libera Idea. Bastano questi due nomi per capire dove siamo e di cosa stiamo parlando.

Nello studio di Paola Tassetti, le pareti parlano. Stampano su tela frasi che sono dichiarazioni di sopravvivenza: “Torna a casa e perditi, hai diritto a una vita profonda.” “Apparve per la prima volta la forma che si rigenera. Tutto comincia di nuovo.” “Non ero ancora nato che già sentivo il cuore.” Frasi che non decorano, resistono.

È in questo spazio che abbiamo portato questa collezione. Non per caso.

Paola studia da anni il punto in cui il corpo umano e il mondo vegetale smettono di essere due cose separate. Le sue anatomie vegetali sono tavole scientifiche e atti poetici insieme: arterie che diventano rami, organi che fioriscono, la carne che parla la stessa lingua delle radici. Al centro di tutto, l’utero origine, forma primaria, luogo in cui ogni cosa comincia di nuovo.

Questi abiti vengono dallo stesso mistero.

Nascono da una raccolta foglie, cortecce, radici, quello che il bosco decide di offrire quel giorno, in quella stagione. Il tessuto viene disteso, la pianta viene posata sopra come un’intenzione. Poi arriva il fuoco, l’acqua, il vapore. Ore di cottura in cui qualcosa di invisibile lavora. E quando il tessuto arrotolato si apre in quel preciso momento, appare per la prima volta la forma che nessuno aveva deciso.

Il catecù ha lasciato il segno della sua corteccia. L’indigofera ha portato l’azzurro profondo delle sue foglie fermentate. L’inchiostro di ferro ha tracciato ciò che solo la reazione chimica tra tannino e minerale sa tracciare.

È magia ma è una magia che conosce le sue leggi. Una magia che non inventa: trasforma. Che non aggiunge: rivela.

La stessa magia che Paola convoca quando innesta un occhio in un fiore, quando fa fiorire un organo, quando tiene in mano una scultura di utero e ricorda a chi guarda che lì dentro tutto ha inizio.

Due pratiche, due linguaggi, due donne che lavorano con le mani nella materia viva, una con il pennello e la pianta sul corpo, l’altra con il fuoco e la pianta nel tessuto, che si riconoscono. Si innestano l’una nell’altra e producono qualcosa che nessuna delle due avrebbe fatto da sola.

Mentre fuori il mondo accelera, consuma, scarta mentre i più deboli vengono sistematicamente schiacciati, mentre la bellezza viene serializzata e svuotata, qui si pratica un’altra alchimia. Lenta, radicata, fertile. Il corpo femminile come luogo di rigenerazione, non di consumo. La terra come alleata, non come risorsa da esaurire. La cura come forma di resistenza più antica e più potente che esista.

“Cerco un altro pianeta perché in questo si scompare” dice una delle tele di Paola.

Noi non cerchiamo un altro pianeta. Restiamo qui, con le mani nella corteccia, nel ferro, nel fuoco, nella radice. Perché la magia che può salvare questo mondo non viene dal cielo. Viene dalla terra. Ed è già fertile.

Deve solo essere lasciata germogliare.

 

Infinitamete grata all’ Artista Paola Tassetti per averci aperto le porte del suo profondissimo mondo.

Ancora più infinitamente grata all’ Artista, Amica e sostenitrice Marisa Falcone. Artigiana botanica che ha creato per me dei fiori magici che ho utilizzato come corone. 

 

Model: Agnese Bisonni

Photografer: Francesca Bianchelli

Make up: Mariarita Pierantoni

Video: Anisa Lazaj e Mircho Marchetti